UNA TRADIZIONE CULINARIA DIVISA TRA IL MARE E L'ORTO
La cultura gastronomica del territorio del Pollupice fonde il sapore dei piatti di mare con la semplicità delle ricette contadine, dove protagoniste sono le verdure. Le specialità sono molte, ma dovendo fare una selezione si ricordano, tra i piatti “di terra”, i classici ripieni liguri, le trenette condite col pesto, vero simbolo della cucina ligure, o ancora i sostanziosi minestroni ricchi di tute le verdure che il territorio può offrire. La carne non è in genere molto diffusa, ma certamente non manca: viene proposto prevalentemente il coniglio, cotto in decine di modi diversi seguendo ricetti in alcuni casi antiche di secoli; per gli appassionati dei sapori decisi è inoltre possibile gustare ottima selvaggina. Sicuramente da assaggiare sono poi i piatti a base di lumache: molto particolare è la saporita ricetta delle lumache “alla Verezzina”, tipica del borgo di Verezzi.
Le numerose ricette di piatti a base di pesce tradiscono la vocazione marinara di molti dei borghi del territorio del Pollupice. Tra le ricette più tradizionali ci sono il ciuppin, una zuppa che ricorda la bouillabaisse di Marsiglia, la burridda di seppie, dove i molluschi di sposano con i pomodori, i piselli e le erbette e le gustosissime acciughe ripiene.
Infine, un capitolo a parte va dedicato ai dolci, tra i quali primeggia la torta di zucca che ha come ingredienti anche i pinoli, uvetta e pezzi di mela; un’unione di sapori che non mancherà di affascinare i palati più esigenti.
LA CIVILTA' DELL'OLIO
L’olio che si produce nel territorio del Pollupice presenta particolari caratteristiche di delicatezza e fragranza e dispone di una tutela a denominazione protetta. Lungo il percorso della Strada del vino e dell’olio il viaggiatore potrà vedere e visitare gli oliveti e apprezzarne la cura e la lavorazione delle piante, che si svolge prevalentemente su terrazzamenti con muretti a secco in pietra.
La lavorazione attuale – rigorosamente effettuata con spremitura a freddo – e la sua storia si possono conoscere nei frantoi, alcuni dei quali ancora in pietra, ripristinati per scopi promozionali, ma soprattutto nel Museo etnografico della Val Varatella a Toirano: allestito nelle ampie scuderie dell’ex Palazzo d’Aste, poi del Carretto, il museo ospita nove sezioni tematiche dove sono raccolti oltre 1.000 oggetti che documentano i lavori agricoli e artigianali del territorio. Tra queste sezioni vi sono anche quelle dedicate alla coltivazione dell’ulivo e alla produzione dell’olio. Il museo ha il merito di collocare gli oggetti all’interno di ambienti fedelmente ricostruiti; interessante, per quanto riguarda la sezione dedicata alla lavorazione dell’olio, la ricostruzione di un vecchio gumbu (frantoio).
Oltre all’olio extravergine di oliva i produttori locali propongono l’oliva in diversioni: dalle conservazioni in salamoia alla prelibata pasta d’olive.
Testi concessi dall'APT "Riviera delle Palme"
www.inforiviera.it
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