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Turismo e Recittività - Itinerari - Il Percorso del Monte Piccaro
Il Percorso del Monte Piccaro

IL MONTE PICCARO

Il territorio sul quale insiste il percorso è costituito dalla falda sud e sud-est del Monte Piccaro, che si estende dalla vetta del monte, fino alle proprietà recintate di Castello Borelli, alla statale Aurelia e agli insediamenti abitativi di Borghetto S.Spirito.
All’area in questione si accede da diversi punti del territorio comunale. Sicuramente quelli più conosciuti sono costituiti dal sentiero del villaggio Torino e dalla strada interna del Castello Borelli, posti sul perimetro esterno del promontorio in esame. Meno frequentati ma non di meno noti, soprattutto ai Borghettini, sono gli incamminamenti pedonali ubicati in Via Pascoli e all’incrocio tra Via Capo S. Spirito e la Via Aurelia (C.so V.Veneto); la loro ripidità e l’accesso immediato nella fitta area arbustiva sono i motivi dello scarso utilizzo da parte dei visitatori dell’area.

STATO VEGETAZIONALE

Dal punto di vista ambientale si può suddividere l’area in diverse tipologie.
Il primo tratto è costituito dalla zona in prossimità del Castello Borelli che rappresenta indubbiamente un ottimo esempio di macchia mediterranea ancora discretamente conservata. In buona parte si può definire una pineta, per la grande diffusione di Pini Marittimi (Pinus maritima e Pinus pinaster), Pini d’Aleppo (Pinus halepensis) e Pini domestici (Pinus pinea), alcuni dei quali di dimensioni notevoli e di sicuro valore.
Salendo verso la cima, sempre nell’area prossima all’edificio realizzato nel 1871 dal Senatore Borelli si nota una lecceta, con il caratteristico sottobosco semispoglio, tipico delle foreste di lecci (Quercus ilex) e sugheri (Quercus suber). Infine si possono notare, più a monte, piccole porzioni di boscaglia fitta con miscuglio di pini, roverelle, lecci,carrubi ma con netta predominanza del sottobosco (corbezzoli, ginestre, eriche, filliree, lentischi).
Questa zona rappresenta il limite meridionale degli incendi boschivi; fortunatamente l’intervento dell’uomo ha impedito il suo estendersi nelle immediate vicinanze del castello. L’ultimo rogo sviluppatosi su M. Piccaro (Settembre 1999) è stato fermato proprio in questa zona.
A monte della zona sopra-descritta distinguiamo diversi ambienti, diversificatisi in relazione all’ interessamento di incendi boschivi.
Il versante sud (verso il castello), dal confine con Ceriale fino al vallone che scende dalle vasche, si presenta estremamente brullo, con pressoché completa assenza di alberi, deturpato dagli incendi boschivi ripetutisi su quell’area.
La vegetazione prosegue quella del versante cerialese con predominanza di ginestre, corbezzoli, lentischi, cistus, timo, phillyrea, ginestra spinosa e sporadicamente un leccio o sughero in forma cespugliosa o un Pino miracolosamente sopravvissuto.
La vegetazione muta nel costone ovest del vallone, dove per una buona porzione vi è una netta predominanza di eriche (brughi).
Il costone est del vallone, fino al limite orientale dell’ultimo incendio presenta una vegetazione come quella sopra descritta, arbusti e cespugli che tentano di riemergere dall’ultimo rogo.
Da segnalare però che lo stato vegetativo di molti arbusti (corbezzoli ed eriche in primis) è buono, grazie alle stagioni particolarmente piovose che si sono verificate in questi ultimi anni.
Aggirando il M. Piccaro verso Borghetto si entra in un’ampia zona boschiva, che, pur essendo stata spesso interessata dai roghi negli ultimi decenni, sta lentamente ricrescendo.
Le poche essenze arboree che riusciamo a distinguere sono: alcuni pini domestici (Pinus pinea), alcuni lecci (Quercus ilex) in forma cespugliosa.
Pressoché scomparsi alberi un tempo predominanti quali: Roverella, Sugheri, Carrubi. Spiace dover affermare che l’assenza di un bosco d’alto fusto rappresenta sicuramente un grosso problema, sia dal punto di vista paesaggistico che da quello idrogeologico.
La macchia arbustiva ha raggiunto un notevole sviluppo, in particolare i corbezzoli (Arbutus Unedo), le filliree (Phyllirea angustifolia) e i lentischi (Pistacia Lentiscus).
Presenti numerose anche le ginestre (Spartium junceum,Ulex europaeus), i Cistus e in numero ridotto Mirto (Myrthus communis) e Euonymus.
Abbondanti e profumatissime le macchie di timo.
Pur essendo bosco abbandonato, fortunatamente non è infestato di rovi, veccia, smilax ed altri arbusti rampicanti che tendono a “soffocare” le altre essenze.
Dove la vegetazione è meno vigorosa, tanto più è grave l’erosione dell’acqua sul suolo .

STRADE, SENTIERI e OPERE DI SMALTIMENTO IDRICO

Su Monte Piccaro è presente una rete viaria che collega il Castello Borelli alla cima dov’è ubicata la nicchia della Madonna della Guardia. Strade che sono state carrabili per i mezzi di soccorso, ora sono purtroppo da decenni in preda all’abbandono ed all’erosione.
La strada che raggiunge la cima aggirando la montagna da Sud ad Est, presumibilmente costruita agli inizi del secolo, asservimento di Castello Borelli, è dotata di muri di sostegno ancora ben conservati ma risulta carrabile da mezzi 4 x 4 solo fino ad un certo punto.
Tutta la strada è provvista di una cunetta laterale per lo smaltimento idrico, con tutti i collegamenti idraulici in grado di permettere lo smaltimento dell’acqua piovana nelle vasche costruite a ridosso del castello.
In origine rappresentava indubbiamente un’eccellente opera di ingegneria idraulico-stradale, ora il grave stato di abbandono ne ha compromesso il funzionamento.
Rappresenta un’opera ad impatto ambientale minimo, dato che è sempre esistita , dagli inizi del ‘900. Conserva inoltre un valore storico, rappresentando un esempio di intervento umano per arginare fenomeni naturali (erosione), in tempi in cui i mezzi a disposizione erano infinitamente minori.
L’altra strada che si dirama verso la cima sul versante Sud, è sicuramente più danneggiata e compromessa dall’erosione, perché secondaria, e non asservita da una rete di smaltimento idrico.
Trasversalmente e parallelamente a queste strade si intersecano una fitta rete di sentieri: la maggior parte dei quali non segnato sulle mappe.
Nel versante Sud-est, la strada principale viene intercettata e ricalcata in buona parte dal Sentiero Terre Alte ( TA), contrassegnato dal segnavia rosso-giallo-rosso.
Lo stato dei sentieri, se si esclude il più battuto sentiero delle Terre Alte , è purtroppo leggermente critico.
specialmente nelle zone dove la boscaglia ha ricominciato a crescere da alcuni anni, in modo però disordinato e spesso a discapito dell’accessibilità a strade e sentieri.
Un problema legato all’accessibilità dei sentieri è a volte la presenza di tronchi e rami di alberi bruciati.

VASCHE DI RACCOLTA ACQUA PIOVANA

A monte del Castello, in un anfratto naturale, sono presenti due vasche di grosse dimensioni, ricavate sfruttando le pareti scoscese del vallone che sovrasta Castello Borelli.
A mare sono delimitate da due grossi muraglioni e rappresentano un’opera di grande valore, se si considera lo scopo antincendio che potrebbero avere opportunamente sistemate.
Le due vasche , nonostante l’incuria, sono ancora in buono stato ed il loro recupero, come ho già sottolineato, sarebbe di vitale importanza per la vegetazione di Monte Piccaro.
In primo luogo, costituiscono il terminale di raccolta delle acque piovane ed in secondo luogo rappresentano un immenso serbatoio di approvvigionamento idrico.
Ora in stato di completo abbandono, esse contengono svariate decine di metri cubi d’acqua, potrebbero divenire un punto di approvvigionamento idrico per gli elicotteri A.I.B, riducendo i danni che l’acqua di mare arreca alla vegetazione.

INTERVENTI DI RECUPERO

E’ attualmente in fase di studio per un recupero ambientale del Monte Piccaro che porterebbero una lunga serie di benefici sotto vari punti di vista. Gli obbiettivi sono costituiti dal recupero ambientale di una grossa area del Comune di Borghetto Santo Spirito, ricostituendo una fetta di macchia mediterranea, scomparsa quasi ovunque.
Uno dei primi interventi sarà mirato alla mappatura di strade e sentieri per consentire un completa utilizzo di quanto offre il promontorio. E’ infatti indispensabile una cartografia indicante le strade e i sentieri di Monte Piccaro e di tutto il territorio boschivo di Borghetto S.S, per garantire un uso, anche turistico, all’area e conoscere meglio la zona oltre ad arrestarne il degrado.
Sarà effettuato il recupero idrogeologico di una zona soggetta a frane al fine di provvedere all’ arresto di pericolosi fenomeni erosivi, con messa in stato di sicurezza di un ampio territorio sovrastante la SS Aurelia e la ferrovia.
All’interno di tale progetto si provvederà a recuperare, in toto, il percorso che porta alla nicchia Madonna della Guardia, da sempre protettrice di Borghetto Santo Spirito, in vista della processione che si tiene periodicamente nella primavera con la partecipazione di numerosi fedeli.
Nel complesso sarà effettuato il riscatto di un‘area di interesse storico per la presenza del Castello.
Ridare valenza botanica e naturalistica alla zona, per la presenza di flora e speriamo fauna altrove gravemente minacciate, è uno degli impegni prioritari per costituire una cornice di verde suggestiva e dare lustro a Borghetto Santo Spirito
Il tutto per realizzare un’attrattiva turistica, creando un’area con percorsi di trekking, MTB, o altre discipline sportive inerenti alla montagna, per chiunque ami stare in mezzo alla natura, praticare sport out-door cercando una valida alternativa al mare pur rimanendo a Borghetto.
Sarà valutata insieme ad associazioni ambientaliste ed enti competenti la creazione di un’area protetta o area parco, vista come occasione di sviluppo e conservazione della zona.

Tratto dalla relazione a cura di Davide Michelini
Agrotecnico e volontario del gruppo comunale
Della Protezione Civile e A.I.B.


 
 
 
 
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