Balestrino (mt. 366 s.l.m.) comprende quattro borgate: il Borgo, il Poggio, il Cuneo e Bergalla. Il sentiero delle Terre Alte attraversa il capoluogo Borgo e proseguendo verso l'entro terra s’incontra il Poggio, con la parrocchiale in stile moderno, eretta dal 1956 al 1960. Al suo interno sono state trasferite le due opere d'arte più significative della chiesa del Borgo: l'altare centrale, opera di Giovanni Orsolino del 1641 ed il pulpito marmoreo, dei primi del Settecento, che reca intarsiato lo stemma dei Del Carretto. Oltre il Poggio, composto in prevalenza da abitazioni moderne, sorge il Cuneo; il luogo di culto della frazione è dedicato a Sant'Antonio. Infine si raggiunge Bergalla, divisa in due nuclei: Bergalla Sottana si sviluppa verticalmente lungo il crinale, Bergalla Soprana è disposta in orizzontale su una costa orientata a sud-ovest. La cappella di Sant'Apollonia è stata costruita sul sito di una chiesa paleocristiana dedicata a San Calogero. Lungo la mulattiera per Vecersio, a monte dell’abitato, restano i ruderi del castello dei Bava, nobili d’origine piemontese che ebbero giurisdizione su Bergalla nel Medioevo.
Il borgo ha origini medievali: le prime case sono state abbandonate a partire dal dopoguerra a causa di movimenti franosi procedendo ad un graduale spostamento dell'abitato.
Tra due file di case in parte crollate si sale verso la piazza dell'oratorio. Per ragioni di sicurezza è vietato inoltrarsi nell'area disabitata, e ci si deve accontentare di un giro all'esterno della cinta delle abitazioni. Si osservi la costruzione più alta sul lato sinistro: i piani superiori sono una sopraelevazione piuttosto recente, ma nella struttura è stato inglobato un edificio religioso, di cui si decifra la linea del tetto a spiovente. Si tratta dei resti di un oratorio quattrocentesco, dedicato alla Madonna di Marzo, in seguito adibito ad abitazione. All'interno si conservano tracce d’affreschi; sulla parete dove si apre l'ingresso è visibile la data 1483. La strada è sovrastata dall'ala orientale del castello. Per vedere gli elementi più antichi ed interessanti della fortezza conviene spostarsi sotto il lato settentrionale. Un'ampia salita, detta “il Ponte" conduce all'ingresso. Gli angoli delle mura sono muniti di guardiole, coperte da cupole circolari di mattoni.
Le scure pietre squadrate della torre centrale costituiscono il corpo più antico dell'edificio, sopravissuto alle ristrutturazioni del XVI secolo. Ottenuto il titolo di marchese di Balestrino, Pirro II decise di costruirsi una dimora adeguata al suo rango, imponendo pesanti obblighi ai suoi sudditi. Il castello venne costruito dalla popolazione e dalla stessa doveva, all’occorrenza, essere riparato.
Tale obbligo, che riguardava «gli uomini e loro bestie», venne ribadito in vari editti dal 1515 al 1559. Il primo marchese non ebbe molto tempo per godersi la nuova fortezza: nel 1561 venne ucciso nel corso di una rivolta, ispirata probabilmente dai suoi fratellastri. In quella circostanza il castello venne dato alle fiamme. I gravi danni subiti alla fine del Settecento spinsero il marchese ad affermare che le soldatesche francesi avevano «ridotto quella casa ad una spelonca fetente». Tra il 1812 ed il 1820 vennero eliminate le strutture destinate alla difesa, ed il castello assunse il suo placido aspetto di dimora signorile. Infine, nella seconda metà dell'Ottocento, fu demolita la merlatura della torre, sostituita con un tetto a padiglione. L’interno non è visitabile: l'edificio è ancora proprietà dei discendenti dei marchesi. Sotto il Ponte si apre la piazza principale del vecchio borgo, composto da una cinquantina di costruzioni, disposte a file concentriche lungo il declivio. Prima dell'abbandono vi trovavano sede la parrocchiale, la casa canonica, l'asilo, l'ufficio postale, due osterie e due botteghe. Le pareti della parrocchiale, edificata tra il XVI ed il XVII secolo e dedicata a Sant'Andrea, sono attraversate da profonde lesioni; sull'ampio sagrato si è aperta una voragine. L'edificio con la facciata rosa decorata con una cornice ospitava l'asilo. Un'abitazione è sormontata da una colonna alta una decina di metri, culminante in una cupoletta. Sull'intonaco sono dipinti motivi decorativi, e, sul lato verso il mare, lo stemma carrettesco. Lo stesso stemma è riprodotto sopra l'ingresso della costruzione sottostante, che ospitava il tribunale del marchesato. La funzione del “Pilone" rimane misteriosa. Si ipotizza che su di esso venissero affissi i bandi emanati contro i fuorilegge, o che vi fosse appesa la gabbia dove venivano esposti i condannati alla berlina, riservata ai debitori insolventi. La meridiana dipinta sulla facciata gialla caratterizza l'ex palazzo dei marchesi. Si tramanda che un passaggio sotterraneo collegasse il palazzo al castello. Tra gli altri edifici interessanti nascosti tra i carruggi non accessibili la porta sottana, la "casa della briga" con le stalle del marchese, il palazzo De Negri, con il portale di ardesia, eretto alle spalle della chiesa dalla famiglia che aveva finanziato la nuova parrocchiale, il palazzo canonico dove risiedeva il prevosto.
L’oratorio intitolato all'Annunziata, raffigurata nella statua opera del Perasso (1837). Al suo interno si conservano anche il notevole altare marmoreo della cappella del Sacro Cuore, con lo stemma dei Del Carretto scolpito sulle colonne laterali, e il coro ligneo del 1896. E’ sede della Confraternita di San Carlo, che mantiene in vita una tradizione secolare, diffusa anche in altri paesi della zona: la "chiamata dei morti". La notte del 2 novembre vengono ricordati con una preghiera tutti i confratelli defunti, il cui elenco parte dal 1550 e comprende più di duemila balestrinesi. Lungo la pista tracciata sul crinale, fino agli anni Sessanta, il giorno dopo Pentecoste si svolgeva la processione delle croci. I fedeli partivano dalla cappella di Santa Apollonia a Bergalla e, dopo la messa mattutina, percorrevano le colline circostanti il paese, facendo tappa sulle vette sovrastatiti le borgate, segnalate con una croce. Dalla "Crocetta'” veniva benedetto il Borgo.
Sulla cima di monte Croce,dalla quale si può godere di uno stupendo panorama sul litorale, è presente il santuario di Nostra Signora di Monte Croce, mt. 735 s.l.m., luogo di numerose apparizioni della Madonna, nella seconda metà del XX sec., alla veggente Caterina Richero di Balestrino.
Ultimo monumento in ordine di citazione ma sicuramente tra i primi per importanza è la piccola chiesa di San giorgio, situata nei pressi del locale cimitero, è documentata dal 1340. L’edificio, in pietra a vista, è sormontato da un massiccio campanile laterale. Dal portale in pietra di Cisano si fa ingresso nell'unica navata, con copertura a capanna. Illuminata da piccole finestre strombate. Il primitivo altare in pietra, che era stato demolito, è stato parzialmente ricomposto ne a sua sede originaria. La maggiore attrattiva di San Giorgio è il ciclo di affreschi riscoperto al suo interno. Le pareti sono decorate con statiche figure di santi. L’abside, a pianta quadrata con volta a crociera, è ornata con rappresentazioni di scene bibliche, come un'originale Natività. Tali pitture sono riconducibili al tardo gotico dei "pittori della montagna", che sopravvisse tra la Liguria, il Basso Piemonte ed il Nizzardo fino al XV secolo.
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